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Venerdì, 18 Gennaio 2019

LA CLASSE Un docupuppets per marionette e uomini

  • uno spettacolo di Fabiana Iacozzilli / CrAnPi

    collaborazione alla drammaturgia Marta Meneghetti, Giada Parlanti, Emanuele Silvestri, Tiziana Tomasulo

    collaborazione artistica Lorenzo Letizia, Tiziana Tomasulo

    performer Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti

    scene e marionette Fiammetta Mandich

    luci Raffaella Vitiello

    suono Hubert Westkemper

    fonico Jacopo Ruben Dell'Abate

    foto di scena Tiziana Tomasulo

    consulenza Piergiorgio Solvi

    organizzazione e comunicazione Giorgio Andriani, Antonino Pirillo

    coproduzione CrAnPi, Lafabbrica, Teatro Vascello, Carrozzerie | n.o.t

    con il supporto di Residenza IDRA e Teatro Cantiere Florida/Elsinor nell'ambito del progetto CURA 2018

    e con il supporto di Nuovo Cinema Palazzo

    e con il sostegno di Periferie Artistiche Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio

    un ringraziamento speciale ai miei compagni di classe

«Dal 1983 al 1988 io e altre trenta anime siamo stati gli alunni di una classe elementare in un istituto gestito da suore e che oggi ospita una casa per ferie. L’Istituto portava il nome di Suore di Carità. La nostra unica maestra, anche lei suora di carità, era Suor Lidia ed è morta più di vent’anni fa. Non è stato mai facile per me raccontare gli anni trascorsi in Istituto e la rigidità dell’educazione alla quale ci sottoponevano. A distanza di trent’anni ho deciso che avrei realizzato uno spettacolo a partire da quei ricordi e mi sono messa alla ricerca dei miei ex compagni, ritenendo indispensabile ricreare quella “comunità” con la quale ho condiviso l’esperienza in questione. Per iniziare a ricomporre i tasselli della “storia” li ho intervistati, ponendo loro domande molto semplici: “Com’era Suor Lidia?”; “Cosa ti ricordi di lei?”; “Ti ricordi cosa accadeva in classe?”; “Sei stato felice quando è morta?”. 

Parallelamente al lavoro sulle interviste Fiammetta Mandich ha realizzato dei fantocci/burattini a immagine dei miei compagni, per far interpretare loro gli episodi da noi vissuti tra i sei e i dieci anni di vita. 

Da questa prima fase d’elaborazione dei materiali è emerso lo spettacolo: un docupuppets fatto da pupazzi e da uomini, ma anche un rito collettivo in bilico tra La classe morta di Kantor e I cannibali di Tabori in cui l’adulto rilegge i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura di buscarcele, interpretati da pupazzi in mano a un misterioso deus ex machina. In questa riflessione sul senso profondo del ricordo, in questa ricerca di pezzi di memorie andate, i miei compagni mi hanno aiutato a trovare una rotta e, infine, a comprendere la natura del lavoro. La classe ha trovato il suo vero significato nel momento in cui ho rinunciato a quello che volevo raccontare in origine e mi sono messa in ascolto della materia che stavo indagando. A quel punto è emersa una domanda, la domanda intorno alla quale lo stesso spettacolo s’interroga: “che cosa ci facciamo con il dolore?”; “cosa ogni essere umano è in grado di diventare a partire dal proprio dolore?”. Dal vuoto allora è emerso il ricordo di una scena in cui Suor Lidia mi affida la regia di una piccola scena all’interno della recita per la festa della mamma. E decide, forse, insieme a me la mia vocazione. Dunque La classe è uno spettacolo che voleva parlare di abusi di potere ma parla di vocazioni. La mia e la sua. Uno spettacolo in cui tutti hanno ragione: sia quelli che dicono che nessuno guarisce dalla propria infanzia, sia quelli che dicono che tutto dipende da quello che ci facciamo con la nostra infanzia». Fabiana Iacozzilli

ORARI

VENERDI21:00

  • Prezzi

    Intero 15,00
    Ridotto*  12,00 
    Ridotto** 9,00 
    Ridotto*** 8,00

     

    * Cral convenzionati, Unicoop Firenze, Carta Più/MultiPiù la Feltrinelli, Tessera Arci, Soci Aci, Over 65, Under 26, Università dell’Età Libera, SDIAF

    ** Allievi delle scuole di danza e teatro muniti di tesserino, studenti universitari

    *** Studenti delle scuole secondarie di secondo grado, tessera studente della Toscana, tessera Casateatro

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